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Come fare una pochette da taschino

piegare la pochette

Lo smoking maschile è forse considerato uno degli outfit più eleganti e formali di tutti. Raffinato e dallo stile particolare, è composto da una camicia bianca, giacca, pantaloni scuri o chiari e da scarpe eleganti. Molte sono le figure che vengono riconosciute grazie allo smoking: quando si guarda questo completo elegante, si pensa di solito alle avventure di spionaggio, in particolare quelle di James Bond, ma anche a uomini affascinanti e dal carattere interessante e seducente. Tuttavia, sono i dettagli che e i piccoli particolari che danno all’outfit quella marcia in più: sono elementi importanti per lo smoking ma non essenziali, come ad esempio il papillion, la cravatta, o anche il fazzoletto da taschino, detto pochette.

La pochette è una decorazione facoltativa per lo smoking, ma se colorata e intonata allo stile della giacca, riesce a dare un tocco in più al completo. Infatti la prima cosa che vedono le persone è la parte superiore, e usare un fazzoletto elegante e piegato nel modo giusto può veramente far fare una bella figura. Ne esistono di qualsiasi tessuto e qualsiasi colore: raso, lino, seta e cotone, rossi, dorati, ricamati ecc… È interessante notare come questo accessorio stia tornando di moda, dopo un periodo di assenza.

La storia dietro la pochette è molto interessante, ma anche saperlo piegare e posizionare è fondamentale per riuscire a dare allo smoking un piccolo particolare che può però migliorare, nei casi di emergenza, lo stile del completo. Successivamente sarà possibile leggere qualche informazione sulla storia della pochette e sui metodi di piegamento di quest’ultima.

Pochette da taschino: la sua storia

Il fazzoletto da taschino ha origini molto antiche. Nell’età dei romani esistevano due tipi di fazzoletti, i quali avevano scopi diversi: la stessa distinzione la si fa anche ai giorni attuali, quando si vuole distinguere il fazzoletto da taschino da quello per soffiarsi il naso. Con il passare degli anni, il fazzoletto verrà utilizzato come accessorio prima dalle donne, le quali li portavano tra le dita mostrando i loro ricami e i loro dettagli, visto che ai quei tempi le decorazioni erano molto importanti. Tuttavia, il vero fazzoletto da taschino nasce tra il 1600-1700, e viene utilizzato come accessorio per flirtare o addirittura per esprime il proprio umore: il re di Francia Luigi XVI, dopo aver curato la sua igiene personale, sceglieva tra un’ampia scelta di fazzoletti quello che rispecchiava le emozioni che provava in quella giornata e lo indossava nel suo taschino. Da quel momento il fazzoletto divenne simbolo di eleganza e di stile, e molti artigiani iniziarono a produrne di più elaborati, ricamando decorazioni e rifiniture colorate, oppure dandogli forme particolari oltre a quelle quadrate. Tuttavia, negli anni passati si è assistito alla scomparsa del trend della pochette, il quale non apparve più nelle tasche degli smoking per molto tempo. Solo recentemente è tornato di moda, e la ragione non è difficile da comprendere, visto il suo stile e i suoi colori accesi.

Come piegare e indossare una pochette da taschino

Dopo aver quindi parlato della pochette da taschino, è il momento di affrontare un argomento piuttosto delicato: come piegarla e indossarla. Molti ritengono questo passaggio molto semplice e banale, ma in realtà non lo è affatto poiché il fazzoletto da taschino può assumere tantissime forme e bisogna fare attenzione quando lo si piega. Inoltre è necessario scegliere un materiale diverso da quello del papillion o della cravatta: così facendo si viene a creare un’armonia tra questi elementi e un effetto ottico anche piacevole.

Ebbene sì, anche la piega della pochette da taschino può fare la differenza e dimostrare l’attenzione verso i dettagli.

Esistono infatti diverse modalità di indosso, dalle più classiche alle più scenografiche.

Una volta decretata quella preferita, è necessario ricordare che il fazzoletto non deve fuoriuscire dal taschino per oltre due-tre centimetri.

Piega a triangolo (one corner up)

È una delle piegature più semplici e fa sì che fuoriesca dal taschino solo un angolo del fazzoletto.

Assicura il massimo dell’eleganza in ogni occasione e si ottiene posizionando quest’ultimo a mò di rombo e piegandolo su sè stesso rivolgendo le punte verso l’alto, creando in questo modo un triangolo con due strati di stoffa, i cui lembi situati alla base vengono piegati nuovamente, come se si volesse realizzare una busta per lettere da infilare nel taschino con la punta rivolta verso l’alto.

Piega a due o più punte (two corner up)

Questa tipologia di piega somiglia molto alla precedente, ma mette appunto in risalto due o più angoli sovrapposti del fazzoletto una volta che questo viene inserito all’interno del taschino.

Grazie a questa verranno accentuate le linee oblique della giacca e si metteranno dunque in evidenza spalle e torace.

Piegatura a sbuffo

Data la sua morbidezza e capacità di dare volume, la piega a sbuffo è particolarmente indicata per le pochette in raso oppure seta.

Si ottiene impugnando quest’ultima al centro per farla ricadere verso il basso e ripiegare la parte bassa verso l’alto.

Piega quadrata o piatta

La piegatura quadrata o piatta e si ottiene piegando la pochette nella suddetta forma per farla fuoriuscire in modo parallelo dal taschino della giacca.

È una delle più facili da realizzare in assoluto, poiché basterà piegare due volte su sè stesso il fazzoletto, avendo cura di far coincidere tra loro gli orli.

Una volta fatto questo, si infila all’interno della tasca facendo sporgere solo un minuscolo lembo, il quale non deve mai superare l’altezza del pollice.

Grazie alla sua estrema semplicità, è perfetta per regalare un tocco di classe anche agli outfit sprovvisti di cravatta oppure da abbinare ad un papillon.

Una curiosità: questa piega, visto che è praticamente senza fronzoli, viene anche chiamata presidenziale.

Piega a portafoglio

Si ottiene posizionando il fazzoletto a rombo per piegarlo una volta e portare la parte alta sopra quella bassa con lo scopo di creare un triangolo invertito, le cui punte coincidenti vengono rivolte all’ingiù e nuovamente ripiegate su se stesse, ma senza sovrapporsi.

Prima di inserire l’accessorio all’interno del taschino, occorre però piegare e riportare verso il centro le punte rimaste fuori.

In questo modo si andrà a realizzare un cono con piega centrale, il quale ricorderà appunto un portafoglio.

Di solito, però, può accadere che il fazzoletto affondi proprio nel taschino. Se questo accadesse, è bene assicurarsi che la pochette abbia una larghezza sufficiente per la tasca, altrimenti non bisogna fare altro che allungare il lato più lungo. Se la piega è quella a quadrato, basterà semplicemente inserire un cartoncino dietro il fazzoletto per tenerlo fermo o rigido, oppure ricorrere a dei supporti appositi. Infine, per conservare il fazzoletto, da taschino si può ricorrere a vari metodi: lo si può mettere nel cassetto dei calzini, nelle giacche o in un contenitore di legno apposito, magari decorato.

La pochette da taschino non è solamente un semplice fazzoletto ma un vero e proprio accessorio da usare per quelle ricorrenze speciali come ad esempio un matrimonio o una festa elegante. Scegliere la piega giusta in base al proprio completo può essere d’aiuto per dargli quella marcia in più che ha bisogno. All’inizio, piegare la pochette può essere difficile, ma facendoci l’abitudine diventerà più semplice. Una regola fondamentale che va ricordata è la seguente: mai utilizzarlo per soffiarsi il naso!

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